Un asilo della favela brasiliana
Citt ai confini delle città, nelle favelas
brasiliane si concentrano tutti i
fenomeni tipici dei quartieri degradati: povertà, mancanza di educazione,
bambini di strada, prostituzione, ragazze madri, indigenza.
Cos Rocinha, la
favela più grande di tutto il sud America, è
abitata da circa 50.000 persone, due terzi dei quali sono bambini e
giovani.
E' fatiscente da vari punti di vista, rete fognaria, elettrica,
telefonica. Le case sono per la maggior parte di mattoni grezzi, e provviste di
coperture e terrazzi, pronte ad essere sopraelevate. Vi si trovano quattro scuole
pubbliche, tre elementari ed una media,
oltre a diverse scuole private a pagamento che funzionano come pre scuola.

Insieme ad una associazione locale, la UMPMRS Uniao de
Mulheres Pro Melhoramento da Roupa Suja, per iniziativa dell'associazione "
Il
sorriso dei miei bimbi", promossa da una
cooperatrice italiana, è stata istituita una casa di accoglienza per l'infanzia
abbandonata: un asilo che ospita 25 bambini in situazioni di carenza estrema,
una scuola materna per 35 bambini, un centro culturale per bambini e
adolescenti in cui si svolgono corsi di alfabetizzazione, graffiti, pittura,
cucina, cinema.
Grazie ad una costante attività di promozione delle
proprie attività, l'asilo, la scuola ed i centri continuano a fornire servizi
importanti per la popolazione della favela, dove quindi l'incessabile
entusiasmo della sua portavoce, convoglia vestiti, oggetti di prima necessità,
medicinali, fondi.
L'Otto per mille
della Chiesa valdese ha contribuito a questo progetto con un finanziamento di
20.000 Euro.